Avete mai avuto a che fare con musicisti che hanno quel bisogno quasi fisico di dichiarare quanto faccia schifo un artista famoso che non apprezzano?
Non gli basta dire "non mi piace", ma devono spiegare a tutti perché è sopravvalutato, commerciale, banale, tecnicamente scarso, o peggio ancora, perché "chi capisce davvero di musica" non potrebbe mai ascoltarlo.
Secondo me questa arroganza nasconde l’idea, magari inconscia, che svalutare ciò che piace a milioni di persone possa aumentare il proprio prestigio, come se vedere difetti che il grande pubblico non vede li rendesse automaticamente più competenti, più raffinati, più "musicisti" degli altri.
P.s.: sono i Guns, passati i 16-17 anni non sono più riuscito a digerirli...
A me i Fountains DC fanno venire la pellagra ma non mi metterò mai a discutere con chi li apprezza per convincerlo che si sbaglia.
Di musica è pieno il mondo, ad ogni uno la sua, non per questo la dobbiamo accettare, la musica indiana con i suoi microtoni mi risulta indigesta, mi sembra di essere in barca con il mal di mare, almeno ne spiego il motivo e tu potresti rispondermi che i microtoni sono il motivo perché piace a te.
Il "non mi piace" sembra un modo per non argomentare o forse un altro modo per dire all'interlocutore di andare a quel paese dopo che ti ha comunicato che adora Sal Da Vinci :-P
Se uno mi dice ad esempio "i metallica non mi piacciono perché le loro progressioni armoniche sono troppo semplici", gli posso dire che nella musica sono importanti anche altre cose, per una band del genere ad esempio l'energia che esprimi nell'esecuzione, come questa evidenzia il significato dei testi, eccetera; tuttavia la conversazione può finire con la persona che mi dice che tutto questo non basta a farglieli piacere e io rispetto i suoi gusti.
Se uno mi dice "i Metallica sono merda e chi li ascolta non capisce niente", sono io che chiudo la conversazione e non voglio neanche sapere perché lo pensa.
Spero sia più chiaro il senso del mio post.
Il fatto che qualcosa o qualcuno piaccia alla massa non e' da solo indice di qualita'. Ci sono musicisti eccelsi che sfondano, ma anche tanta robaccia. Quindi non e' tanto il giudizio che mi fa storcere il naso, ma chi lo fa e come lo fa. Se viene da una persona che non sa spiegare il perche', che la butta li tanto per far zizzania, allora e' un giudizio che vale zero... Ma se viene da una persona competente, con esperienza ed educazione rilevanti, che riesce quindi a dare una spiegazione di questo giudizio in modo chiaro ed articolato, allora sono disposto ad ascoltare, valutare, discutere
Nel mio caso, chiudo la conversazione e cerco altri interlocutori: non ho la formazione adatta a risolvere le turbe psichiche di determinati soggetti patologici.
Io ad esempio non riesco a farmi piacere i Queen, non metto un loro brano di mia spontanea volontà da decenni, però mai mi sognerei di negare l'enorme talento che hanno come band e le immense qualità che hanno come singoli.
Ma quando sento quelli che "il blues è noioso, Mark Knopfler ha stancato, Slash non sa suonare, i Metallica sono sopravvalutati, i Radiohead sono una lagna, Blackmore faceva solo pentatoniche, i Led Zeppelin sapevano solo copiare ecc.", io la chiudo lì e so che non è il livello di conversazione che mi interessa intrattenere. Ho incontrato soggetti che lo dicono perché si sentono davvero superiori ma incompresi, altri perché in questo modo sfogano chissà quali frustrazioni interiori, altri perché spargere veleno li diverte ecc.
Che devo dire, mi dispiace per loro, ma non sapendo come aiutarli lascio perdere.
Onestamente non ho mai incontrato qualcuno che esprimesse dei giudizi di questo genere sapendo spiegare analiticamente e offrendo alternative più valide. La cosa più triste è che spesso si tratta di gente che poi non ascolta niente da anni quindi ha espresso queste profonde valutazioni sulla base di quattro cose ascoltate male e chissà quando.
Interessante anche il fatto che poi, quando suonano loro, non mi sia mai piaciuto il loro stile musicale.
Giudizi tranchant, quelli sì, ma sempre nell'ambito di opinione personale.
Sostanzialmente concordo in toto con quanto hanno scritto qui sopra alexus77 e Francescod.
Naturalmente ho ascoltato opinioni negative e giudizi non propio positivi nei confronti di altri artisti ma odio e disprezzo non li ho mai percepiti. Devo dire che la mia esperienza è più americana che italiana, ma non credo sia questa la differenza.
O sono stato fortunato o inconsapevolmente tengo alla larga i detrattori ma i musicisti che ho frequentato hanno sempre avuto grande rispetto del lavoro degli altri.
Ne sono pieni i forum e i social, tra l'altro (e mi riferisco ai musicisti).
Molti lo fanno per essere snob: snobbare quelli famosi fa figo (secondo loro), fa intendere che loro hanno conoscenze che altri non hanno e non badano al mainstream rock/metal/blues. Ma sicuramente esistono tante frustrazioni connesse a chissà cosa, boh, non mi interessa neanche più saperlo. Il 99% delle volte è emerso che sono persone davvero poco analitiche e poco appassionate.
Ho una discreta collezione di un migliaio di album jazz (oltre una quantita anche maggiore di rock e abbastanza classica) costruita anche per conoscere gli artisti che hanno segnato l'evoluzione di questo genere negli ultimi 100 anni, senza fermarmi solo a quelli che mi appassionano.
Se però qualcuno mi chiede qual è la musica che mi piace di meno non ho alcun dubbio a definire "di m...." il free jazz.
Anche se declinato da grandi come Ornette Coleman, Art Blackey, Albert Ayler o perfino l'ultimo John Coltrane, dopo 5 minuti di ascolto sto veramente male fisicamente! Ogni tanto ci riprovo pensando di riuscire a completare almeno l'intero ascolto di un album, ma non c'è niente da fare: devo prontamente disintossicarmi cambiando genere.