
L’elettronica rappresenta un altro punto di svolta, infatti sui nuovi modelli trova spazio il sistema L.R. Baggs Element, soluzione ormai ben conosciuta e rodata. Rispetto al Martin E1 utilizzato sulla precedente generazione viene però meno parte della dotazione accessoria: niente accordatore integrato e niente controllo di fase, ma si tratta di una semplificazione che difficilmente rappresenterà un limite per chi impiega la chitarra all’interno di un rig che può prevedere un accordatore esterno.
La novità che emerge maggiormente dalla gamma è la DSS-16E, una slope-shoulder Dreadnought che Martin abbina per la prima volta a una scala corta da 24,9 pollici. Una scelta che promette una risposta più morbida sotto le dita rispetto alla tradizionale scala lunga associata alle Dreadnought; la costruzione prevede top in abete massello, fondo e fasce in mogano massello, manico in select hardwood e tastiera in ebano. Completano la dotazione 20 tasti, ponte in ebano con selletta in osso, meccaniche open gear in nichel ed elettronica L.R. Baggs Element. Tre le finiture previste: 1935 Burst, Black Smoke e Cherry Cola. Quest’ultima, insieme alla Black Smoke, contribuisce a dare alla 16 Series 2026 un’immagine meno conservatrice, pur lasciando intatti molti degli ingredienti costruttivi tipici della produzione Martin.
Ulteriori informazioni: www.martinguitar.com